Le Grand Paris, il “progetto del secolo” della capitale prende forma

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30 miliardi di euro per l’opera pubblica che si impegna a migliorare la qualità della vita e dei servizi per tutti i residenti della regione metropolitana. E l’idea del Grand Paris conta un precedente nella storia

Certe opere non passano mai di moda. Soprattutto se si parla de “Le Grand Paris”, progetto che sta tornando ad animare i dibattiti dell’opinione pubblica nella “region parisienne”. Si tratta di una grande iniziativa di sviluppo urbano destinata a migliorare la gestione di Parigi e delle sue Banlieues. Facendo un piccolo passo cronologico, già nel 2007 i progetti dell’allora presidente Nicolas Sarkozy si ponevamo come obiettivo finale quello di integrare al meglio la regione della capitale, rendendo la metropoli più attraente e competitiva sul piano internazionale.

Ipso iure, il Grand Paris ha di nuovo fatto notizia, in seguito ad una legge approvata nel mese di gennaio scorso, che in concreto prevede la creazione di un’istituzione politica che governerà Parigi e le città limitrofe. Dunque, l’idea che fino a qualche tempo fa appariva avvolta in una nebulosa densa di incognite sta finalmente diventando realtà.

Oltre alla nuova struttura governativa dell’area metropolitana, il progetto prevede un’estensione del trasporto pubblico per un’erogazione totale di 30 miliardi, che andranno a finanziare i piani di sviluppo economico locale. La nuova struttura di governo avrà il potere di ridistribuire le risorse finanziare tra Parigi e le altre città che compongono “Le Grand Paris”, con l’impegno di attuare allo stesso tempo le politiche abitative in tutta l’area per rispondere alle attuali carenze nella regione. Per completare le nuove linee della metropolitana, diversi piani di sviluppo sono tuttora in corso lungo la nuova arteria di trasporto; tra questi, vale la pena citare il progetto “Paris Saclay”, che intende creare una versione francese della Silicon Valley.

In particolare, la Societé du Grand Paris – l’ente pubblico patrocinato dal Ministero per l’Edilizia e l’uguaglianza regionale, dal Ministero dell’Ecologia, dello sviluppo sostenibile e dell’energia e dal Ministero delle Finanze e dei conti pubblici – si impegna a cambiare la struttura e il modus operandi dell’attuale rete di trasporti, attraverso lo sviluppo di programmi di edilizia immobiliare in grado di fornire l’alloggio, le attività economiche e altre strutture nelle aree limitrofe alle stazioni. Questo approccio risponde all’obiettivo di integrare la parte ferroviaria al tessuto urbano della capitale.

Grazie ai 300 milioni di euro investiti per la realizzazione dei primi 33 km della rete ferroviaria nel corso del 2013, la “Société du Grand Paris” sta procedendo rapidamente verso la creazione della futura metropolitana. I primi cantieri apriranno nel 2015; secondo le stime dell’ente, l’opera pubblica permetterà di generare dai 15.000 a 20.000 nuovi posti di lavoro all’anno. In aggiunta a questa importante domanda di manodopera legata alla fase iniziale delle attività, l’approdo del Grand Paris Express addurrà dei margini compresi tra i 115.000 e 315.000 posti di lavoro ulteriori.

Secondo i termini previsti, Le Grand Paris Express dovrebbe contemporaneamente ridurre la congestione e l’inquinamento provocato dalla circolazione; combattere il cosiddetto sprawl, ovvero la dispersione urbana e lo sconfinamento agricolo, promuovendo lo sviluppo economico della Regione Ile-de-France. Tutto ciò dovrebbe contribuire, come effetto a catena, a potenziare la competitività della Francia nel suo complesso.

“Storia, una distillato di rumori” scriverebbe Thomas Carlyle, grande studioso della rivoluzione francese. Mentre urbanisti, governi e imprese si confrontano sui diversi modi di esecuzione per questa inedita evoluzione della regione parigina, alcuni storici rimarcano come l’idea di un “Grand Paris” non sia in realtà nuova. A quanto pare, già nel 1913 varie equipes di urbanisti, architetti e figure politiche di rilievo avrebbero pianificato una simile espansione della capitale francese, arrivando perfino a chiamare l’iniziativa con lo stesso nome.

I fatti raccontano che intorno al 1910 Parigi stava affrontando molti degli stessi problemi di oggi in termini di pianificazione urbana. La città aveva, in tale ottica, la necessità di potersi affidare ai comuni limitrofi, soprattutto in settori come l’edilizia abitativa, l’industria e la gestione dei rifiuti. I funzionari dell’epoca crearono dunque una commissione per l’estensione di Parigi, attraverso un rapporto del 1913, che fissava le linee guida e i piani connessi alla creazione della “Grande Parigi”. Questa relazione annunciava, inoltre, l’indizione di un concorso internazionale tra architetti e progettisti per il miglior design del “Grand Paris”, che si tenne nel 1919. Ma nel frattempo si era consumata la Prima Guerra Mondiale, dispendiosa e logorante per il governo, cosicché nessuno dei piani fu mai messo in atto.

Ecco come, talvolta, i pensieri e le azioni sono destinati a ripetersi, così come la storia. Ipso facto, un secolo più tardi, molte delle conclusioni e dei punti fondamentali della relazione del 1913 sono state riprese dai funzionari governativi, che stanno facendo passi concreti verso la creazione di un Grand Paris.

Dopo cento anni di preoccupazioni politiche e amministrative per la gestione del tessuto urbano della città, i parigini potranno beneficiare della presenza di piani razionali per lo sviluppo economico, grazie ad abitazioni e infrastrutture integrate a tutta l’area metropolitana di Parigi. Ciò sarà particolarmente importante per le fasce della popolazioni più vulnerabili, molte delle quali sono composte da immigrati che vivono nella banlieue, i quali forniscono gran parte del lavoro che regge l’economia di Parigi, spesso senza beneficiarne in termini di servizi.

Allo stesso modo, i finanziamenti elargiti al “Grand Paris Express” per la costruzione di scuole e parchi gioco e per la realizzazione delle nuove linee della metropolitana nei quartieri poveri che ancora oggi non hanno accesso al treno, potrebbero far sì che i bambini nei quartieri ricchi e poveri delle banlieues abbiano le stesse opportunità. Entro il 2030 saranno costruite 205 km di linee metropolitane e 72 nuove stazioni collegheranno tutti i punti di “Grand Paris” con i tre aeroporti principali; di conseguenza, per i 2 milioni di passeggeri che viaggeranno su queste linee ogni giorno, i tempi di percorrenza saranno notevolmente diminuiti. Costanter et non trepide, meglio tardi che mai.

Articolo scritto per Italie – France

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