Il tempo per la rivolta

Editoriale di Laspro #25 (settembre – ottobre 2013)

di Luca Palumbo

Un’estate a friggermi il cervello sulla Turchia, il Brasile, l’Egitto, la Siria, la Val Susa, Niscemi e poi ecco che arriva l’autunno caldo, finalmente, a Roma. E arriva pure una telefonata: «Lu’, io sto andando, c’è già un macello di gente: precari, disoccupati, comitati per la casa da tutta Italia, No Tav, No Muos, addirittura gente da Istanbul e dal Cairo, ma poi quelli ormai non si stanno scannando come cani? Io non ci sto capendo più un cazzo». «Pasqua’, aspetta un attimo, io non posso venire, sto andando al lavoro, ho il turno di pomeriggio». «Cheee? Vabbè, tanto ormai è rivolta, passa domattina». «Nemmeno, domani attacco alle otto e stacco alle tre. Facciamo che vengo domani pomeriggio che sono libero, ok? Il tempo di arrivare da Casalotti-Boccea. Poi magari per dopodomani chiedo un paio d’ore di permesso».

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