Henri Cartier-Bresson al Centre Pompidou a Parigi

Per quanti avessero in programma Parigi nei prossimi tre weekend: qui il sito della mostra che si è aperta il 12 febbraio 2014 e chiuderà il 9 giugno 2014.
Considererei questa al Beaubourg una presentazione-celebrazione dell’opera complessiva – e della vita – di uno dei miti della fotografia del ventesimo secolo.
hcb giovaneE` pure significativo che l`immagine della mostra sia stata affidata ad un ritratto giovanile, quando si è abituati invece all’iconografia di Cartier Bresson oltre la mezza età, in giacca e cravatta, con gli occhiali, la lobbia e la Leica.
Quando ci sono stato, in una sera di marzo, la fila per entrare che pure c’era mi è sembrata troppo corta per assorbire la lettura di tutta la cronologia della vita di HCB proposta prima dell`ingresso.
Non è possibile descrivere le 350 immagini selezionate – in tutto sono circa 500 “oggetti” –  ma è possibile tentare di trasmettere l’impatto sull’osservatore dell’attività di un fotografo spinto dall’urgenza di documentare ciò che vede intorno a se.

Un`urgenza che a fasi, o ad ondate se preferite, si è rivolta ai temi più svariati, dalla condizione operaia al giornalismo in senso stretto, ai fotoreportage in estremo oriente, finanche alla cinematografia. Tutto ciò non disgiunto da un impegno politico a sinistra a cui però l’attività di documentazione fotografica non ha mai lasciato il passo.
Quando HCB sostiene che la macchina fotografica è come un taccuino di appunti, e parla di intuito e spontaneità in realtà trae in inganno chi lo legge, e magari fotografa. Perché egli è uno degli artisti che è riuscito a fondere il proprio concetto di comunicazione visiva con la capacità di composizione e con la velocità di esecuzione, rendendoli istintivi.
Sviluppare uno o molti concetti visivi da applicare fotografando, affinare la capacità di ripresa per cogliere attimi fuggenti, mantenere il controllo sugli elementi inclusi ed esclusi e su ciò che è sullo sfondo è il segno che distingue. E forse si aggiunge anche il palpabile elemento storico.

La mostra è impegnativa, moltissime immagini richiedono grande attenzione e sarebbero auspicabili più visite.
E’ bellissimo che non sia vietato fotografare come invece accade in Italia, per poter ritrarre la dinamica di una mostra e i suoi visitatori… per portarsi a casa una delle fotografie esposte è meglio cercare un libro.

Updated: 19 maggio 2014 — 13:22
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